per Avvenire
AGADEZ, Niger -- «Aboubacar Traoré! Issa Nadim! Didier Binà! Matteo Koffi!».
Le tre di venerdì mattina in una stazione dei pullman alla periferia della capitale nigerina, Niamey. Un impiegato della società di trasporto Rimbo urla dal finestrino i nomi dei passeggeri. Quasi tutti hanno dormito in stazione poiché sono solo di passaggio.
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